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La Regione Piemonte ha deciso di dotarsi di una specifica normativa, la legge regionale 13 febbraio 1995 n.16,"Coordinamento e sostegno delle attività a favore dei giovani" con la quale si sono messe in atto una serie di iniziative finalizzate al coordinamento e al sostegno di attività a favore dei giovani.

Bisogna precisare che gli interventi rivolti al mondo giovanile sono, infatti, caratterizzati da almeno tre livelli di complessità. Il primo livello di complessità emerge dalla semplice considerazione che la condizione giovanile può essere disarticolata in una molteplicità di aspetti (il lavoro, la salute, la cultura, l'istruzione, la formazione professionale, i fenomeni di devianza, ecc.), ognuno dei quali è oggetto di specifici interventi pubblici.

Il secondo livello di complessità è dato dalla pluralità di attori presenti nel campo degli interventi per i giovani in cui si registrano iniziative messe in atto sia da soggetti pubblici, di livello nazionale (Governo e Ministeri) o locale (Regioni, Province e Comuni) in ragione delle competenze loro attribuite dal quadro normativo, sia da soggetti di natura privata e non-profit (Associazioni, Cooperative giovanili,Fondazioni, ecc.).

Il terzo livello di complessità è dato dalla stessa condizione giovanile, poiché i provvedimenti legislativi si rivolgono ai giovani appartenenti a diverse classi di età, dai 14 ai 35 anni, che hanno inevitabilmente problematiche ed esigenze molto diverse tra loro. Appare quindi corretto affermare che oggi si registra la presenza di una molteplicità di politiche, diversificate per finalità e settori di intervento, le cui interdipendenze richiederebbero di essere governate con opportuni meccanismi al fine di evitare sovrapposizioni, duplicazioni o lacune impreviste.

Maggio in musica

Festa dei giovani a Valenza

Questo ufficio ha quindi l'incarico di :

Per quanto riguarda il nostro intervento sull'esigenza dei giovani di trovare lavoro, il Comune promuove e attiva in sinergia con il Centro per l'Impiego, le cui funzioni sono state trasferite alla Provincia, tutti gli interventi di politica attiva del lavoro e di sviluppo sul territorio e precisamente a definire piani comuni, a cooperare su singoli progetti per la realizzazione degli obiettivi di occupabilità, imprenditorialità e interventi previsti dalla normativa nazionale e regionale in tema di incentivi per la creazione di nuovi posti di lavoro.